Da un' Europa di Mercato ad un'Europa che Protegge
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Politica economica e fiscale

Da un' Europa di Mercato ad un'Europa che Protegge

Dott. Eleonora Poli
Dott. Eleonora Poli
  • Nonostante una significativa espansione della politica sociale dell’UE a partire dal 2010, la quota di voti ottenuta dai partiti populisti è aumentata da circa il 12% a quasi il 30%.
  • Di fronte alle crescenti minacce esterne, la legittimità dell’UE si fonda principalmente sul suo ruolo di protezione. È quindi essenziale rafforzare in modo significativo la capacità d’azione dell’Unione europea.
  • In questo contesto, il cep chiede maggiori investimenti in Europa nella sicurezza energetica, nelle infrastrutture digitali, nella difesa e nell’innovazione.

Dal 2010 l’UE ha ampliato in modo significativo la propria politica sociale. Ciononostante, i partiti populisti ed euroscettici continuano a guadagnare consensi. Il Centre for European Policy (cep) ritiene che i soli programmi di politica sociale non siano sufficienti a ripristinare la fiducia nell’Unione europea.

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«L’UE non può rafforzare la propria legittimità facendo leva unicamente su ulteriori prestazioni sociali. Il fattore decisivo è la capacità dell’Europa di offrire ai propri cittadini prosperità duratura, opportunità economiche e sicurezza», afferma la dott.ssa Eleonora Poli, economista del cep. Nello studio, Poli analizza come siano cambiate le basi del sostegno all’Europa. Per lungo tempo, l’UE si è fondata principalmente sull’integrazione economica, sulla crescita e sulla prosperità. In seguito alle numerose crisi degli ultimi anni – la crisi finanziaria, la crisi dell’euro, la pandemia, la guerra in Ucraina, ecc. – ha progressivamente cercato di ampliare il proprio ruolo di forza protettiva nei confronti dei rischi sociali, economici e geopolitici.

Programmi come lo European Pillar of Social Rights, SURE, il Social Climate Fund e la nuova EU Anti-Poverty Strategy sono esempi emblematici di questo cambiamento. Allo stesso tempo, i dati dello studio mostrano che il miglioramento degli indicatori sociali e un livello di spesa sociale pubblica elevato rispetto agli standard internazionali non sono finora riusciti ad arrestare l’ascesa dei partiti populisti.

Il cep propone pertanto di utilizzare i fondi europei in modo più efficace nei settori in cui un’azione comune è in grado di generare un concreto valore aggiunto europeo: competitività industriale, sicurezza energetica, infrastrutture digitali, difesa e innovazione tecnologica.

«L’Europa deve ripensare il concetto di protezione. Non si tratta soltanto di attenuare l’impatto sociale, ma di creare innanzitutto le condizioni affinché crescita, innovazione e resilienza possano prosperare», afferma Poli.

La proposta del Multiannual Financial Framework (MFF) 2028–2034 indicherebbe già questa direzione. Secondo le proposte su cui si basa lo studio, circa il 23% dei finanziamenti dovrebbe essere destinato a competitività, innovazione, scienza e industria, attorno al 6% alla difesa e il 35% alla transizione verso l’energia pulita.

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