Intelligenza artificiale
Decodificare il Drago: un’analisi linguistica della visione cinese della guerra basata sull’intelligenza artificiale
cepStudio
Lo studio, commissionato dal NATO Defense College, ha visto i ricercatori del cep analizzare documenti cinesi risalenti al periodo compreso tra il 2000 e il 2025. Tra questi figurano testi giuridici e strategici, pubblicazioni cinesi di ricerca sull’intelligenza artificiale, contenuti dei media statali, nonché contratti di approvvigionamento e dell’industria della difesa relativi all’Esercito Popolare di Liberazione. Sul piano metodologico, lo studio combina una classificazione dei concetti relativi all’IA e all’ambito militare mediante modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) con un’analisi del sentiment assistita da strumenti informatici.
L’analisi dei media statali cinesi rivela un atteggiamento fortemente positivo nei confronti delle tematiche riguardanti l’IA militare. «La crescente rilevanza mediatica del tema “IA e settore militare” e il tono positivo assunto a partire dal 2023 procedono di pari passo. Considerati nel loro insieme, questi elementi indicano una strategia comunicativa deliberatamente ottimistica», afferma Anselm Küsters, esperto di IA presso il cep.
La sorveglianza rappresenta il principale ambito di applicazione dell’IA militare in Cina, come dimostrato empiricamente dalla classificazione, basata su LLM, dei concetti relativi all’intelligenza artificiale e al settore militare. Marius Strubenhoff, esperto di politica estera e di sicurezza presso il cep, spiega: «Nel quadro della dottrina cinese della cosiddetta “guerra dissipativa” (dissipative warfare), le capacità di sorveglianza digitale non hanno una natura esclusivamente difensiva. Esse fungono anche da strumenti offensivi, consentendo attacchi a sorpresa e cicli decisionali più brevi nell’ambito delle operazioni offensive». Tale dottrina non mira a provocare al nemico il tradizionale logoramento materiale, bensì a generare disordine all’interno del suo sistema e, al contempo, a stabilizzare il proprio.
In risposta a queste dinamiche, gli autori dello studio propongono una combinazione di misure di adattamento, diplomazia e supervisione. Per la NATO è fondamentale attribuire priorità alla ricerca sulla resilienza, allo scopo di sviluppare sistemi di IA in grado di resistere al cosiddetto data poisoning («avvelenamento dei dati») e agli attacchi contro i sistemi militari di supporto alle decisioni. Sul piano diplomatico, dovrebbe essere ampliata l’intesa sino-americana raggiunta nel novembre 2024. In quell’occasione, Stati Uniti e Cina hanno affermato che la decisione di ricorrere alle armi nucleari deve rimanere sempre sotto il controllo umano. Questa dichiarazione di principio dovrebbe essere integrata da definizioni concordate che specifichino quali applicazioni dell’IA siano ammissibili nell’ambito delle infrastrutture nucleari – ad esempio le analisi di sicurezza e il rilevamento delle anomalie – e quali, invece, debbano essere escluse.
Nel corso dell’incontro bilaterale tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping, tenutosi il 24 settembre 2026, la cooperazione in materia di IA è stata inserita nell’agenda dei colloqui. Le due parti hanno concordato di avviare un dialogo congiunto sull’intelligenza artificiale, la cui prima riunione si terrà nel novembre di quest’anno. Hanno inoltre concordato l’istituzione di una linea diretta (hotline) per la gestione degli incidenti legati all’IA. Questo formato di dialogo costituirà un importante forum per esplorare ulteriori misure volte a rafforzare la fiducia reciproca. Secondo i ricercatori del cep, impegni di questo tipo dovrebbero essere estesi anche agli altri Stati dotati di armi nucleari.
«Nonostante l’ampiezza della ricerca civile cinese sull’intelligenza artificiale, lo stretto controllo esercitato dallo Stato cinese sul dibattito pubblico suggerisce che il semplice monitoraggio delle fonti liberamente accessibili non possa fornire, da solo, una base sufficiente per verificare le intenzioni strategiche», avvertono Küsters e Strubenhoff. Un controllo efficace e accordi realmente verificabili richiedono pertanto anche misure tecniche, quali standard comuni per la documentazione dei sistemi di IA e meccanismi crittografici di controllo integrati direttamente nei chip (on-chip). Questi ultimi consistono in funzioni di sicurezza incorporate in modo permanente dal produttore all’interno del chip stesso, che gli consentono di verificare autonomamente e in maniera sicura la propria ubicazione e l’impiego previsto.
Decodificare il Drago: un’analisi linguistica della visione cinese della guerra basata sull’intelligenza artificiale
(Decoding the Dragon: A Language-Based Analysis of China’s Vision of AI Warfare, NATO Defense College)
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| Decodificare il Drago: un’analisi linguistica della visione cinese della guerra basata sull’intelligenza artificiale (pubblicizzato 29.09.2026) | 4 MB | Download | |
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